Lo strano e l'inquietante nel mondo contemporaneo.

Villa Sofia Sorrento

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Capita, in alcune situazioni, di provare un senso di spaesamento così forte da sentirsi sull’orlo di una voragine interiore, in preda ad una vertigine così disorientante da annullare la percezione fisica dello spazio in cui ci si trova. In quei momenti, sembra quasi che l’anima si proietti in una surrealtà fatta di spazi vuoti e assenze, dove il nulla assume le forme del buio più nero o di una luce che acceca. E’ come vivere, da svegli, all’interno di un incubo angoscioso. Ho sperimentato, nel tempo, diversi gradi di intensità di questa sensazione fino a toccare quella che spero essere la sua soglia ultima, data dall’avverarsi di una grande paura. Mi sono dovuta scontrare contro il limite inaccettabile delle cose finite, e il mio inconscio è sprofondato in una melma informe di sensazioni a cui, per diverso tempo, ho fatto fatica a dare un nome.Fino a quando non ho incrociato sulla mia strada The weird and the eerie, di Mark Fisher. Si tratta di un libro che prova a decodificare i generi dell’horror e di una certa fantascienza, attraverso un approfondimento dei meccanismi alla base dell’effetto disturbante sperimentato da chi ne fruisce. Fisher parte dal concetto di unheimlich – una declinazione della paura che si sviluppa quando qualcosa viene avvertita come estranea e familiare allo stesso tempo – per arrivare a definire due nuovi stati dell’inquietudine: il weird, identificato come ciò che è fuori posto, che non torna e l’eerie, legato invece ad una dimensione dell’esistenza, che riguarda domande del tipo: “perché qui c’è qualcosa quando non dovrebbe esserci niente? Perché qui non c’è niente quando dovrebbe esserci qualcosa? Gli occhi spenti di un morto, lo sguardo smarrito di un individuo colpito da amnesia – sono elementi che generano un senso di eerie esattamente come un villaggio abbandonato o un antico cerchio di pietre”.Attraverso percorsi tematici che si muovono tra letteratura, cinema, musica, arte, Fisher abbatte i confini della critica letteraria e qualifica una dimensione dell’esistenza, cristallizzandola in un pensiero filosofico contemporaneo inedito e affascinante.

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