È stupido, e irrazionale, ma tanto nessuno la vede. Quante cose stupide e irrazionali facciamo quando nessuno ci vede?

Donna Salerno

Autore
Veronica Galletta
Casa editrice
minimum fax
Anno
2021

Amo profondamente i libri autentici, quelli che si spingono alla ricerca dell’unicità senza accomodarsi nella consuetudine narrativa. Mi affascina la scrittura che riesce a graffiare la sensibilità di chi legge, creando una connessione emotiva che sa essere spiazzante e confortante allo stesso tempo. Ho ritrovato tutto questo in Nina sull’argine, secondo romanzo di Veronica Galletta, che si conferma come una delle voci letterarie più luminose e penetranti del nostro tempo. Certamente è una donna del suo tempo Nina, ingegnere, siciliana, cittadina del mondo, incaricata di supervisionare i lavori per la costruzione di un argine nei territori dell’alta pianura padana. Un lavoro già di per sé complesso e pieno di insidie, che deve portare a termine nonostante sia molto provata dalla fine di una storia importante. La ricostruzione interiore di Nina si sovrappone alle attività del cantiere, in un turbinio emotivo che attraversa le stagioni, dialoga con il paesaggio e con i suoi abitanti che, dal canto loro, sono circondati da un’aura di strana malinconia. La stessa che permeava le pagine de Le isole di Norman: se lì erano il mare e il vento a farsi portavoce degli stati d’animo, qui sono la nebbia e le atmosfere uggiose a creare quel clima di sospensione dell’anima che colpisce chiunque sia alle prese con un grande cambiamento. Si cade, ci si rialza, si va avanti. Nina è una donna che vive la precarietà di uno stato di transizione e sgomita con risolutezza per non soccombervi.Soprattutto, non perde la lucidità. Galletta si mostra estremamente valida nell’affrontare un tema trascurato tanto dalla narrativa quanto dalla cronaca, quello dell’etica del lavoro, del conflitto tra integrità e superficialità (quest'ultima spesso complice della disonestà). Nina si assume ogni responsabilità, è sensibile alle questioni di sicurezza, insofferente alle schermaglie politiche, sempre sul piede di guerra, isolata perché lavora secondo le regole. Che sia donna o uomo non importa: qui si va ben oltre la questione di genere (che pure ha la sua importanza). In questo senso Nina sull’argine acquista valore ulteriore, quello proprio di un romanzo civile contemporaneo e militante.

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